Chiesa, icona della famiglia alla luce della croce gloriosa (2014/3)

La Sapienza della Croce  (XXIX) n.3 Settembre-Dicembre 2014

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PRESENTAZIONE

Saluto del Rettore, al seminario di studio
promosso dalla cattedra “Gloria Crucis”
ENRICO DAL COVOLO, SDB  (pp. 3-4)

L’amore redento nella Chiesa domestica
FERNANDO TACCONE, CP (pp. 5-23)

 


CHIESA e FAMIGLIA

Chiesa, icona della famiglia
alla luce della Croce gloriosa (Ef 5,31-32)

ROMANO PENNA (pp. 25-40)
Dopo un paio di premesse sul linguaggio paolino della casa/famiglia, si prendono in considerazione due componenti della tematica tipica della lettera agli Efesini. In primo luogo si evidenzia il valore della croce secondo quanto è detto in Ef 2,16, cioè «mediante la croce» (cf Col 1,20: «con il sangue della sua croce») Gesù cristo ha riconciliato giudei e gentili prima contrapposti. la chiesa è appunto il luogo dove questa riconciliazione è vissuta «come familiari di Dio» (Ef 2,19). In secondo luogo si mettono in evidenza le metafore ecclesiali provenienti dall’ambito familiare, come chiesa-sposa («mistero grande»), banchetto nuziale, e la casa come luogo di fecondità. Si aggiunge che le esortazioni sull’etica familiare sono conseguenti al vangelo e alla fede. In conclusione si ribadisce la centralità della croce che non va resa vana (cf 1 Cor 1,17).

Il protagonismo del laicato nella famiglia oggi
CARLO e MARIA CARLA VOLPINI (pp. 41-64)
Appare significativo evidenziare come le due parole “laicato e famiglia” abbiano entrambe un intrinseco dinamismo nell’evoluzione del loro significato e valore sviluppatosi nel tempo. famiglia e laicato resistono nel tempo perché sono capaci di trasformarsi nel tempo: un breve excursus, sotto diverse prospettive, ci permette di comprendere come queste istituzioni rispondono in modo più che adeguato ai bisogni del presente. dal punto di vista sociologico famiglia e laicato sono modelli di micro-società; dal punto di vista psicologico rappresentano un complesso multigenerazionale; dal punto di vista pedagogico sono centri di educazione permanente; dal punto di vista politico esprimono la chiamata alla partecipazione e alla condivisione comunitaria e, infine, dal punto di vista ecclesiale sono luoghi di confronto e di incontro. Per poter essere però non solo istituzioni ma realtà viventi, devono avere delle qualità caratterizzanti: passione non solo come pietas ma compassione cioè compartecipazione; croce per il suo sviluppo verticale e orizzontale che, con lo sguardo rivolto al Padre, abbraccia l’umanità; amore divino come capacità di riflettere l’amore di dio per l’uomo nell’amore dell’uomo per l’uomo.

Chiesa – famiglia nell’ecclesiologia odierna
GIANFRANCO GRIECO, OFMCONV (pp. 65-77)
Chiesa e famiglia dal concilio vaticano II sono state indicate come due realtà inseparabili tra loro. dalle indicazioni e dalle proposte del vaticano II ad oggi molto è ancora il lavoro pastorale da fare. Bisogna passare dalla dottrina alla prassi, dalla ecclesiologia della famiglia ad una pastorale famiglia vera, concreta e operativa. dalla definizione conciliare di “chiesa domestica” e di “chiesa famiglia di dio”, bisogna passare attraverso la parrocchia famiglia. Incarnare nella parrocchia questa verità teologica, ecclesiologica e sacramentale. la famiglia attraverso i sacramenti diventa chiesa domestica e famiglia di dio. la parrocchia, così, non è una “stazione di servizio”, ma una famiglia che allarga la sua tenda in tutte le famiglie che formano la chiesa-famiglia. è questo, un traguardo da raggiungere, attraverso una pastorale capillare attraverso le famiglie delle comunità parrocchia-famiglia. la famiglia tra i due sinodi deve far proprio questo cammino per raggiungere in futuro i traguardi che la riguardano e la coinvolgono nel progetto pastorale.

Chiesa – famiglia: le sfide della cultura dominante
GABRIELLA GAMBINO (pp. 79-91)
La famiglia è il luogo in cui l’uomo scopre la paternità di Dio e la sua identità filiale. Ma che ne è oggi di questo discorso su Dio e sull’identità dell’uomo in un’epoca in cui la cultura sottopone la famiglia a sfide destabilizzanti, che disorientano l’individuo alla ricerca delle sue origini? In particolare, una cultura della famiglia sociologicamente costruita sul démariage ossia su quel fenomeno noto come la “dematrimonializzazione” della sessualità umana sta producendo oggi identità frammentate e sta privando l’individuo di quelle condizioni di stabilità che sono coessenziali alla strutturazione della sua identità filiale, non solo umana, ma soprattutto cristiana. Alla luce di un’analisi giuridico-sociale della famiglia nel mondo contemporaneo, il presente contributo intende far emergere alcune delle sfide più urgenti per la chiesa, per renderla capace di ricostruire nella società i presupposti per garantire un futuro alla famiglia coniugale fondata sul matrimonio indissolubile tra uomo e donna, alla luce della fede in Cristo e nella sua croce.


SACRA SCRITTURA e TEOLOGIA
La folla in vesti bianche e il sangue dell’Agnello che lava (Ap 7,9-17):
una concentrazione di simboli e di allusioni all’AT (IIa parte)
FRANCESCO GIOSUÈ VOLTAGGIO (pp. 93-123)

Il presente contributo intende fornire un’interpretazione di Ap 7,9-17, avendo come centri focali il sottofondo dell’AT e il simbolismo dell’Apocalisse. dopo l’analisi esegetica, si esaminano i simboli fondamentali presenti nella pericope: la veste bianca, il sangue dell’Agnello, il Tempio-Tenda, l’Agnello-Pastore e le fonti d’acqua della vita. dallo studio di tali simboli emerge la loro relazione alla festa di Sukkot e, più in generale, ai temi dell’Esodo da una parte, e al Battesimo, dall’altra. Si rileva, in particolare, un tipo di simbolismo basato sull’ossimoro, usato dall’autore al fine di «esprimere l’inesprimibile» circa l’identità dell’Agnello (il suo sangue lava le vesti degli eletti ed egli è al contempo Agnello e Pastore) e per coinvolgere dinamicamente il lettore/gruppo uditore. Alla fine, si abbozzano conclusioni teologiche e linee di attualizzazione ermeneutica.

La prima parte dell’articolo è stata originariamente pubblicata in Sap. Cr., XXIX (2014/2),
ma una versione completamente riedita di entrambe le parti, in un singolo articolo è disponibile in Sap. Cr., XXX (2015/1). L’acquisto sottostante è in riferimento a questa ultima e definitiva versione. 

Cristo salvezza dell’uomo (IIa parte)
MAURIZIO BUIONI, CP (pp. 125-142)

La fede della Chiesa riconosce Gesù di Nazaret, il profeta della Galilea, morto, crocifisso e risorto da Dio, Figlio di Dio, lui stesso vero Dio, motivo e fondamento della salvezza di ogni uomo. La cristologia, dissipando ombre e pregiudizi sul mistero della sua Persona, non solo illumina la conoscenza della verità e della storia, ma coinvolge tutta la persona in una straordinaria storia divina da dove promana, rivelandosi, la credibilità stessa di Dio che è l’amore.

La prima parte dell’articolo è pubblicata in Sap. Cr., XXIX (2014/2).


FILOSOFIA
Passion du Christ et culture actuelle:
point de vue de Stanislas Breton (II partie)
PIERRE MVUMBI NGUMBA, CP (pp. 143-169)

La Restructuration en cours dans la Congrégation de la Passion de Jésus-Christ est une opportunité propice pour réfléchir sur le charisme et la mission des Passionistes dans le contexte de la culture actuelle. La relecture attentive de certains textes de Stanislas Breton, un des sages fils de Paul de la Croix peu connu surtout des jeunes passionistes – qui a hissé très haut le charisme de l’Institut, a permis à l’auteur du présent article de mettre en évidence l’importance et l’actualité du dialogue entre la Passion du Christ et la(les) culture(s). Pour le P. Stanislas Breton, en effet, la communauté passioniste ne peut annoncer le message de la Croix à la culture actuelle si elle n’acquiert pas la compétence à cet effet. Les défis de la culture d’aujourd’hui exigent non seulement une profonde et constante méditation du mystère du salut, mais également une grande culture, c’est à-dire une adéquate connaissance et un grand amour des hommes, de leurs potentialités, leur histoire, leurs besoins, leur environnement, leurs limites. Par conséquent, investir dans la formation est un devoir plus qu’urgent et prioritaire. de la formation intellectuelle, culturelle et spirituelle bien organisée et pastoralement finalisée, émergera une conscience toujours plus grande et plus aiguë de l’identité et de la mission passioniste.

(abstract in italiano) La Ristrutturazione in atto nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo è un’opportunità propizia per riflettere sul carisma e la missione dei Passionisti nel contesto della cultura odierna. La rilettura attenta di alcuni testi di Stanislas Breton, uno dei sapienti figli di Paolo della Croce poco conosciuto soprattutto dai giovani passionisti che ha issato in alto il carisma dell’Istituto, ha permesso all’autore di questo articolo di evidenziare l’importanza e l’attualità del dialogo tra la Passione di Cristo e la(le) cultura(e). Per il P. Stanislas Breton, infatti, la comunità passionista non può annunciare il messaggio della Croce alla cultura odierna se non acquisisce la competenza in merito. Le sfide della cultura d’oggi richiedono non solo una profonda e continua meditazione del mistero della salvezza, ma anche una grande cultura cioè un’adeguata conoscenza e un grande amore degli uomini, delle loro potenzialità, la loro storia, i loro bisogni, il loro ambiente, i loro limiti. Perciò investire nella formazione è un compito più che urgente e prioritario. dalla formazione intellettuale, culturale e spirituale ben organizzata e pastoralmente portata a termine uscirà una consapevolezza maggiore dell’identità e della missione passionista.

La prima parte dell’articolo è pubblicata in Sap. Cr., XXIX (2014/2).

(La presentazione e le recensioni sono parti integranti della rivista e non sono vendute singolarmente)


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