Filosofia e cultura davanti alla croce (2014/2)

La Sapienza della Croce  (XXIX) n.2 Maggio-Agosto 2014

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PRESENTAZIONE
Filosofia e cultura davanti alla croce
FERNANDO TACCONE, CP  (pp. 3-4)


FILOSOFIA
La follia della croce tra ragione e fede
GIUSEPPE COMPARELLI, CP (pp. 5-33)
L’argomento di questa lectio magistralis fu suggerito all’autore dall’Istituto Teologico di Anagni, al termine della sua attività di docente di filosofia. Anche lo spunto di partenza da p. Stanislas Breton era previsto nel tema. Lo studio, infatti, insiste su quel crinale, caro a Breton, tra provocazione alla ragione e sconcerto logico che sconsiglia ogni approdo conclusivo. Le pagine proseguono su Bultmann e Moltmann con esiti diversi, chiamando in causa una fede gelosa della ragione, ma in una concettualità di sistema altrettanto inabile e rigida nei confronti del mistero della Croce.

La filosofia di fronte alla parola della croce
EMILIO BACCARINI (pp. 35-48)
“Che cosa ha a che fare la filosofia con la croce del Cristo? La filosofia può incontrare la croce e presentarsi come strumento di un’analitica del riconoscimento di una parola che parla altrimenti. Questo riconoscimento può diventare premessa di un ascolto non umiliante, bensì arricchente per la stessa filosofia. Si tratta dell’apertura dello spazio dell’ammissione della gratuità essenziale nella ‘logica’ della croce. Qual è il proprium della parola della croce? Quale immagine di dio si manifesta sulla croce? La risposta a questi due interrogativi è ciò che segna la differenza. Quella della croce è certamente una ‘parola difficile’, perché ‘inaudita’ in quanto parola originaria. è una parola difficile su due versanti, quello soggettivo e quello oggettivo, quello della storia e quello dell’eternità. Tuttavia, si presenta come la specifica parola con cui il dio dell’evento cristiano ha parlato e parla all’umanità. nel sacrificio della croce assistiamo all’epifania più propria di dio, una teofania in cui dio si manifesta ritraendosi e in tal modo si approssima all’uomo invitandolo a prendere a sua volta la sua croce e a seguirlo.”

Passion du Christ et culture actuelle:
point de vue de Stanislas Breton (Ia partie)
PIERRE MVUMBI NGUMBA, CP (pp. 49-75)

La Restructuration en cours dans la Congrégation de la Passion de Jésus-Christ est une opportunité propice pour réfléchir sur le charisme et la mission des Passionistes dans le contexte de la culture actuelle. La relecture attentive de certains textes de Stanislas Breton, un des sages fils de Paul de la Croix peu connu surtout des jeunes passionistes – qui a hissé très haut le charisme de l’Institut, a permis à l’auteur du présent article de mettre en évidence l’importance et l’actualité du dialogue entre la Passion du Christ et la(les) culture(s). Pour le P. Stanislas Breton, en effet, la communauté passioniste ne peut annoncer le message de la Croix à la culture actuelle si elle n’acquiert pas la compétence à cet effet. Les défis de la culture d’aujourd’hui exigent non seulement une profonde et constante méditation du mystère du salut, mais également une grande culture, c’est à-dire une adéquate connaissance et un grand amour des hommes, de leurs potentialités, leur histoire, leurs besoins, leur environnement, leurs limites. Par conséquent, investir dans la formation est un devoir plus qu’urgent et prioritaire. de la formation intellectuelle, culturelle et spirituelle bien organisée et pastoralement finalisée, émergera une conscience toujours plus grande et plus aiguë de l’identité et de la mission passioniste.


(abstract in italiano) La Ristrutturazione in atto nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo è un’opportunità propizia per riflettere sul carisma e la missione dei Passionisti nel contesto della cultura odierna. La rilettura attenta di alcuni testi di Stanislas Breton, uno dei sapienti figli di Paolo della Croce poco conosciuto soprattutto dai giovani passionisti che ha issato in alto il carisma dell’Istituto, ha permesso all’autore di questo articolo di evidenziare l’importanza e l’attualità del dialogo tra la Passione di Cristo e la(le) cultura(e). Per il P. Stanislas Breton, infatti, la comunità passionista non può annunciare il messaggio della Croce alla cultura odierna se non acquisisce la competenza in merito. Le sfide della cultura d’oggi richiedono non solo una profonda e continua meditazione del mistero della salvezza, ma anche una grande cultura cioè un’adeguata conoscenza e un grande amore degli uomini, delle loro potenzialità, la loro storia, i loro bisogni, il loro ambiente, i loro limiti. Perciò investire nella formazione è un compito più che urgente e prioritario. dalla formazione intellettuale, culturale e spirituale ben organizzata e pastoralmente portata a termine uscirà una consapevolezza maggiore dell’identità e della missione passionista.

La seconda parte dell’articolo è pubblicata in Sap. Cr., XXIX (2014/3).


SACRA SCRITTURA e TEOLOGIA
La folla in vesti bianche e il sangue dell’Agnello che lava (Ap 7,9-17):
una concentrazione di simboli e di allusioni all’AT (Ia parte)
FRANCESCO GIOSUÈ VOLTAGGIO (pp. 77-133)

Il presente contributo intende fornire un’interpretazione di Ap 7,9-17, avendo come centri focali il sottofondo dell’AT e il simbolismo dell’Apocalisse. dopo l’analisi esegetica, si esaminano i simboli fondamentali presenti nella pericope: la veste bianca, il sangue dell’Agnello, il Tempio-Tenda, l’Agnello-Pastore e le fonti d’acqua della vita. dallo studio di tali simboli emerge la loro relazione alla festa di Sukkot e, più in generale, ai temi dell’Esodo da una parte, e al Battesimo, dall’altra. Si rileva, in particolare, un tipo di simbolismo basato sull’ossimoro, usato dall’autore al fine di «esprimere l’inesprimibile» circa l’identità dell’Agnello (il suo sangue lava le vesti degli eletti ed egli è al contempo Agnello e Pastore) e per coinvolgere dinamicamente il lettore/gruppo uditore. Alla fine, si abbozzano conclusioni teologiche e linee di attualizzazione ermeneutica.

La seconda parte dell’articolo è stata originariamente pubblicata in Sap. Cr., XXIX (2014/3),
ma una versione completamente riedita di entrambe le parti, in un singolo articolo è disponibile in Sap. Cr., XXX (2015/1). L’acquisto sottostante è in riferimento a questa ultima e definitiva versione. 

Cristo salvezza dell’uomo (Ia parte)
MAURIZIO BUIONI, CP (pp. 135-160)

La fede della Chiesa riconosce Gesù di Nazaret, il profeta della Galilea, morto, crocifisso e risorto da Dio, Figlio di Dio, lui stesso vero Dio, motivo e fondamento della salvezza di ogni uomo. La cristologia, dissipando ombre e pregiudizi sul mistero della sua Persona, non solo illumina la conoscenza della verità e della storia, ma coinvolge tutta la persona in una straordinaria storia divina da dove promana, rivelandosi, la credibilità stessa di dio che è l’amore.

La seconda parte dell’articolo è pubblicata in Sap. Cr., XXIX (2014/3).


AGIOGRAFIA
Tre lettere inedite di San Paolo della Croce
ADRIANO SPINA, CP (pp. 161-171)
Nell’Archivio della Biblioteca vaticana nel Fondo Boncompagni Ludovisi sono state rinvenute due lettere inedite di san Paolo della Croce, entrambe del 1735, e come ogni documento inedito esse sono in grado di illuminare alcuni aspetti della biografia stessa del santo. nelle due lettere si parla della desiderata fondazione nell’isola d’Elba e delle condizioni poste dal santo fondatore per questa fondazione. una terza lettera di san Paolo della Croce del 1758 è destinata a un ecclesiastico (non è indicato il nome del destinatario) che si presume della zona di Viterbo. è stata scritta da Tuscania dal Ritiro dei passionisti ivi esistente e concerne un giovane che aveva chiesto informazioni per una sua eventuale entrata tra i passionisti.

(l’editoriale e le recensioni sono parti integranti della rivista e non sono vendute singolarmente)


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