La fede nasce dall’ascolto della croce (2012/3)

La Sapienza della Croce  (XXVII) n.3 Settembre-Dicembre 2012

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(l’editoriale e le recensioni sono parti integranti della rivista e non sono vendute singolarmente)


PRESENTAZIONE

“La fede nasce dall’ascolto della Croce”
FERNANDO TACCONE cp 
(pp. 377-383)

Saluto del Rettore al Seminario di Studio
promosso dalla Cattedra “Gloria Crucis” (sintesi)
Mons. ENRICO DAL COVOLO, sdb (pp. 385-388)

 

 

SACRA SCRITTURA

Credere di fronte al Verbum crucis secondo Paolo 
ROMANO PENNA (pp. 389-408)

Il Dio della fede cristiana è l’uomo crocifisso, Cristo Gesù di Nazareth. L’autore, insigne conoscitore e commentatore della lettera-tura paolina, presenta tre componenti della croce di cristo in Paolo: quella del riscatto (aspetto soteriologico), quella della rivelazione della sapienza di Dio (aspetto teologico) e quella dell’auto-abbassamento (aspetto politico). A partire dalla croce si comprende come in Paolo il Dio della Rivelazione cristiana non è certo fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo. La fede cristiana, ci porta a ritenere Paolo, crede non tanto nella divinità di un uomo quanto piuttosto nell’umanità di Dio, per cui il Dio della croce storica di Gesù di Nazareth sta oltre ogni possibilità di comprensione.

«Una spada trafiggerà la tua vita» (Lc 2,35a).
Quale spada? Bibbia e Tradizione a confronto
ARISTIDE SERRA (pp. 409-448)

L’autore, eminente e celebre mariologo del Marianum di Roma, si impegna a raccogliere i significati del termine “spada” di Lc 2,35, suddividendo l’indagine in quattro momenti: anzitutto coglie nell’At l’idea di spada come simbolo della Parola di dio. In un secondo momento egli pratica una indagine nella letteratura giudaica per passare ad interrogare la tradizione patristica greca e latina. Giunge infine alla conclusione che se secondo l’interpretazione più antica la spada di Lc 2,35a richiama il dolore della Passione, in realtà essa è simbolo della Parola di Dio che per Maria coincise con il Disegno di Dio che la associava alla Passione del Figlio.

STUDI

Fede e croce nei documenti
del Concilio Vaticano II
RENZO GERARDI (pp. 427-466)

L’autore considera l’utilizzo dei termini “fede” e “croce” nei documenti del Vaticano II, di cui il primo usato per 284 volte, mentre il secondo 37, e tra loro i termini fede e croce non si trovano mai accostati. Pertanto l’autore preferisce analizzare nel Vaticano II l’espressione “la fede nella croce” sotto tre aspetti: la fede della Chiesa nella croce, il dinamismo della missione e il dinamismo della fede in rapporto alla croce, per giungere alla sintesi conciliare data dalla triplice relazione che ha la croce con il vangelo, con la fede e con la missione, in quanto per il concilio Vaticano II il criterio staurologico si rivela fondamentale per la vita cristiana.

“I mass media di fronte alla sofferenza e alla morte”,
Fede e cronaca nera nei media.
CIRO BENEDETTINI cp (pp. 467-484)

Soldi, sesso e sangue producono il successo giornalistico. La sofferenza e la morte rientrano nella cronaca nera. Le lacrime fanno audience. L’autore, religioso passionista, giornalista e vicedirettore della Sala Stampa vaticana, dopo aver riferito le letture che alcuni critici danno di questo fenomeno dell’attrazione esercitata dalla cronaca nera, degli episodi di sofferenza, si volge alla Bibbia, in cui non mancano episodi di cronaca nera sia nell’Antico testamento come nel Nuovo. La tragedia del Calvario, in particolare, in cui si consuma la Passione di Cristo portano a chiedersi a come si sarebbero comportati i mass-media di fronte alla morte del Figlio di Dio. I media moderni si sarebbero accontentati di considerare la Passione di Cristo solo come cronaca nera e giudiziaria, e non avrebbero colto in essa un’occasione di riflessione sulla vita per una conversione, un impulso di compassione e di pietà verso quanti si trovano in situazioni di sofferenza e di morte, per riconoscere la dignità della persona in qualsiasi situazione essa si trovi, soprattutto nella sofferenza e nella morte. Resta necessario conoscere la cronaca nera, che non deve suscitare né avversione né fanatismo, perché la sofferenza e la morte fanno parte dell’esistenza umana e come tali vanno conosciute per offrire motivi di lezione di vita.

I mass-media sulla fede di fronte alla sofferenza e alla morte
LUIGI ACCATTOLI (pp. 485-491)

L’autore, giornalista vaticanista, riflette sui riflettori dei mass-media su un evento di sofferenza. L’esempio preso in considera-zione è quello del “Venerdì santo” del Beato Giovanni Paolo II per affermare che la testimonianza dell’accettazione esemplare della sofferenza costituisce una forte provocazione alla fede per l’uomo di oggi. Accennando ad altre sofferenze esemplari di tanti martiri contemporanei, l’autore si mostra convinto che esse costituiscano delle autentiche ed efficaci provocazioni mediatiche che annunciano e portano alla fede.

(l’editoriale e le recensioni sono parti integranti della rivista e non sono vendute singolarmente)