Passione e Giubileo della Misericordia 2015-2016 (2016/2)

La Sapienza della Croce  (XXXI) n.2 Maggio-Agosto 2016

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(l’editoriale e le recensioni sono parti integranti della rivista e non sono vendute singolarmente)


EDITORIALE

La misericordia nel racconto della Passione secondo Luca 
di Mons. ENRICO DAL COVOLO, Rettore Magnifico PUL (pp.91-92)

SCRITTURA
La giustificazione del peccatore
per la misericordia di Dio secondo Paolo
di ROMANO PENNA (pp. 93-124)
Dopo uno status quaestionis sulla discussione circa il tema in oggetto, lo scritto prende in considerazione i due fondamentali concetti paolini di “peccato”, da intendersi come una condizione negativa dell’uomo anteriore a qualsivoglia trasgressione morale, e di “giustizia di Dio”, equivalente alla sua positiva e concreta disposizione misericordiosa in Cristo verso il peccatore. Ne risulta che il rapporto tra i poli della legge e della grazia consiste in una mutua antitesi con una particolare accentuazione della incomparabile grazia di Dio. Di fronte ad essa si pone la fede, la quale, più che in una adesione intellettuale a delle verità teoriche, consiste in un personale affidamento fiduciale a Gesù Cristo che precede ed è indipendente dalle opere morali, pur diventandone lo stimolo efficace.


TEOLOGIA
Misericordiae porta crux

di GIUSEPPE MARCO SALVATI OP (pp. 125-140)
Il cristianesimo, fin dalle origini, attribuisce alla croce di Cristo il valore di massima rivelazione dell’amore misericordioso di Dio. Essa costituisce quasi una porta grazie alla quale la misericordia del Padre giunge agli uomini e questi entrano nella vita del Misericordioso; è uno speciale punto d’incontro tra il Dio trino e l’umanità che è nella miseria. Ciò per tre ragioni: anzitutto perché la croce è un evento che coinvolge e vede in azione, nella storia, la divina Comunità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; inoltre, per il suo carattere di evento che dona la salvezza al mondo grazie alla mediazione di Cristo; e infine a motivo della presenza e dell’impegno di Maria, la Madre del Signore Gesù.

I sacramenti opera di misericordia
di GIOVANNI TANGORRA (pp. 141-168)
Il tema della misericordia in prospettiva sacramentale è poco considerato, o solitamente circoscritto al quarto sacramento. Invece, tutti i sacramenti sono opere della misericordia divina che, a loro volta, non alienano bensì qualificano e impegnano alle opere corporali e spirituali, cui sono strettamente congiunti. L’articolo valuta il rapporto misericordia-sacramenti in termini essenziali, illustrando il principio base dell’economia sacramentale. Passa poi a considerare la sacramentalità della Chiesa, che ha il compito di rendere Cristo presente nella storia, manifestando e attualizzando la sua misericordia, e si sofferma sui singoli sacramenti. La loro rassegna, che attinge anche ai testi liturgici, cerca di mostrare come in ogni sacramento sia possibile cogliere un aspetto specifico della misericordia divina.


PASTORALE
La misericordia: identità propria della vita
e del ministero del presbitero
di GIANNI SGREVA CP (pp. 169-184)
Si tratta di una meditazione dettata dall’autore al clero della Finlandia. Viene presentata la teologia dell’unico sacerdozio di Cristo punto di riferimento del presbiterato. L’autore insiste sulla dimensione apostolica del servizio e della missione sacerdotale secondo il sommario di Mc 3,14-15. Recuperato il vocabolario biblico del concetto di misericordia, il ministero sacerdotale è letto in chiave di annuncio e di compimento della misericordia verso l’essere umano considerato nella sua interezza antropologica e cosmologica. La misericordia è annuncio del Regno, cacciata dei demoni e guarigione dei malati. I testi paolini di 1 Ts 5,23 e Ef 6, 10-18 offrono rispettivamente l’antropologia e la cosmologia di base della missione apostolica del prete impegnato a fare la misericordia di Dio verso ogni uomo.


SPIRITUALITÀ
Il Giubileo e San Paolo della Croce
di ALESSANDRO CICILIANI CP (pp. 185-214)

L’articolo mette in luce i punti di contatto tra i Giubilei del Settecento (1725, 1750, 1775) con la vita del Fondatore dei Passionisti, San Paolo della Croce. Il Giubileo del 1725 fu il primo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; in quell’anno San Paolo della Croce riuscì ad ottenere il permesso a voce da papa Benedetto XIII di radunare compagni e quindi di dare inizio visibile alla fondazione di un nuovo Istituto religioso. Nel Giubileo del 1750 San Paolo della Croce dopo aver superato la controversia con i frati mendicanti, si dedicò all’apostolato e l’autore approfondisce il successo missione di Camerino nelle Marche con importanti conversioni. Nell’ultimo Giubileo della sua vita, nel 1775, San Paolo della Croce, pure anziano e malato, visitò le chiese principali di Roma per ottenere l’indulgenza plenaria e continuò a ricevere persone per la direzione spirituale e il sacramento della Penitenza. Si evince perciò uno stretto legame tra l’evento giubilare e la vita del Fondatore del Passionisti, soprattutto con il perseguimento dei fini del Giubileo da parte sua e cioè la santificazione delle anime, la conversione, la riconciliazione. Tutto questo egli lo realizzò attraverso il suo apostolato costituito da missioni popolari, esercizi spirituali e direzione spirituale.

(l’editoriale e le recensioni sono parti integranti della rivista e non sono vendute singolarmente)