Uomo-Donna “I due saranno una carne sola” (Gn 2,24) Trattazione di antropologia biblico teologica (2014/1)

La Sapienza della Croce  (XXIX) n.1 Gennaio-Aprile 2014

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EDITORIALE
Il fondamento trinitario dell’alterità
RICCARDO FERRI (pp. 3-8)


SACRA SCRITTURA e TEOLOGIA
“I due saranno una carne sola” (Gn 2,24)
BRUNO OGNIBENI (pp. 9-24) 

L’autore, docente di Teologia Biblica al pontificio Istituto giovanni paolo II per studi su matrimonio e famiglia, esamina l’applicazione di gen 2, 24 nelle sue quattro citazioni nel nuovo Testamento: mt 19,5; mc 10,8; 1 cor 6,16; ef 5,31. gen 2,24 nella Bibbia ebraica è espresso dal testo: “e saranno una carne sola”, mentre nella Bibbia della ceI, che adotta la versione del pentateuco Samaritano, si legge: “e i due saranno una carne sola”. gen 2, 24 afferma che in gioco non è l’attrazione sessuale ma l’unione matrimoniale di uomo e donna. le citazioni sinottiche presentano Gesù che si appella a gen 2,24 come prova dell’indissolubilità matrimoniale (esegesi giuridica), mentre in paolo gen 2,24 è citato per esprimere l’affetto unitivo del matrimonio in chiave antropologica ed ecclesiologica (esegesi antropologica ed ecclesiologica). cioè, se il corpo di un cristiano appartiene a cristo per mezzo del corpo della chiesa, il matrimonio di un cristiano non è un affare privato, ma è conforme al matrimonio che unisce cristo alla chiesa (1 cor 6,16), fondato sull’amore dei coniugi modellato sull’unione di Cristo e Chiesa (ef 5,31) che trova nella croce l’espressione piena del dono di cristo alla sua chiesa (ef 5,25-27).

“Siete stati comprati a caro prezzo, glorificate Dio nel vostro corpo” (1Cor 6,20)
ANTONIO PITTA (pp. 25-44) 

Il ricorso all’Antico Testamento in 1cor 6,16 sembra a prima vista assumere un ruolo centrale nella dimostrazione di 1cor 6,12-20, dedicata da paolo alle diverse forme di licenziosità sessuale. In realtà l’intreccio argomentativo scelto da paolo parte da gesù cristo e dalla sua morte e risurrezione per rileggere la citazione di gen 2,24 secondo un nuovo orizzonte ermeneutico. Il ricorso alla strategia dell’hysteron-proteron o della priorità di quanto è sostenuto alla fine rispetto a quanto precede, permette a paolo di puntare l’attenzione anzitutto sull’essere stati comprati a caro prezzo da cristo, che fonda l’esigenza etica di glorificare Dio con il proprio corpo. Se tale strategia è condivisa, l’evento dell’effusione del sangue di cristo o della sua crocifissione è decisivo non soltanto per abbandonare ogni forma di licenziosità sessuale, ma perché si realizzi l’unione con lui, mediante lo Spirito. contro qualsiasi forma iniziale di gnosticismo, il corpo dei credenti è considerato per il suo valore più elevato: con e in esso quanti sono in cristo diventano tempio dello Spirito e appartengono a chi, con il suo sangue, li ha riscattati a caro prezzo. Quanto è detto alla fine è non soltanto più importante di quanto precede, ma ne costituisce la ragione ultima.

“Caro cardo salutis”. Dalla cristologia il fondamento cristiano
della corporeità nei Padri della Chiesa
GIANNI SGREVA, CP (pp. 45-70) 

Partendo dall’affermazione di Tertulliano, Caro cardo salutis, in chiave antignostica, l’autore, docente e ricercatore nell’area delle scienze e della teologia patristica, articola la riflessione sulla sessualità nei padri della Chiesa a partire da una visione necessariamente cristologica, in quanto nella cultura cristiana l’antropologia si sviluppa in stretta dipendenza dalla cristologia. Dopo aver ricostruito il pensiero della letteratura cristiana prenicena e aver dato spazio all’intuizione antignostica di Tertulliano della carne come cardine della salvezza, illustra la letteratura teologica che lo ha preceduto, quella della sintesi tripartita di Ireneo, una sessualità coniugata secondo la interdipendenza di spirito-anima-corpo nello Spirito Santo, e quella di Origene, per il quale, restando l’anima fatta ad immagine di Dio, il corpo e la sessualità sono identificati nel loro valore cristologico. In origene la sessualità cristiana oltre a ricevere il fondamento della sua positività a partire dal mistero dell’incarnazione, riceve pure il marchio della divinizzazione, essendo diventati il corpo e l’anima il corpo e l’anima del logos incarnato.


STORIA
Un conservatore illuminato:
il Beato Bernardo Maria Silvestrelli (1831-1911)
TITO PAOLO ZECCA, CP (pp. 71-87)

Il beato Bernardo Maria Silvestrelli (1831-1911) è stato superiore generale della congregazione dei passionisti quasi ininterrottamente dal 1878 al 1905. In un’epoca di rapidi mutamenti culturali e sociali quale la sua, protesa allo sviluppo industriale e l’assetto dei nazionalismi emergenti, con la chiesa cattolica che vede la crescita dell’autorità pontificia dopo il concilio ecumenico vaticano I, liberata dalle pastoie del temporalismo, la sua azione di superiore generale è stata soprattutto quella assicurare la inconcussa fedeltà al carisma originario della congregazione, ribadita con gli strumenti ed i limiti ermeneutici del tardo ottocento. Durante il suo generalato la congregazione ha avuto uno sviluppo internazionale impensato e impensabile fino ad allora, creando così le premesse per l’inculturazione e il pluralismo della stessa nella fedeltà al carisma fondante e alla sua missione ecclesiale.

 

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