Dalla carta al bit. Come avviene la “digitalizzazione” di una rivista.

La sapienza della Croce offre una riflessione sulla sfida che le riviste scientifiche teologiche devono affrontare in un mondo in costante evoluzione, per diffondere efficacemente il loro contributo.

Da tempo si voleva offrire ai nostri lettori una descrizione del passaggio epocale che si sta verificando in questi anni. Mi propongo di dividere il nostro viaggio dalla carta al bit in tre articoli, cercando di esplicare i vantaggi informatici del bit, senza dimenticare il valore tradizionale della carta, con uno sguardo alle effettive procedure che si rendono necessarie per realizzare un progetto di digitalizzazione.

La digitalizzazione dei documenti è uno dei temi più complessi per le riviste, e consiste sia nella conversione di un archivio cartaceo (storico) in un nuovo formato elettronico, sia nella sua successiva diffusione/fruizione online da parte per gli utenti finali.

Seppur i processi di gestione e conservazione degli archivi cartacei sono caratterizzati da

  • tempi di ricerca e costi elevati,
  • da un notevole impatto ambientale,
  • dalla difficile condivisione e archiviazione,
  • oltre che da una scarsa accessibilità generale,

il passaggio dalla carta ai bit per le riviste scientifiche ancora fatica a decollare.

Nella nostra cultura globalizzata, da anni si parla green office e di green press, ma tale processo non è così semplice ed immediato da attuare per le riviste teologiche a causa di diversi fattori:

  • perché nate e diffusesi nel mondo della carta,
  • perché dispongono di personale limitato e magari “informaticamente” poco istruito,
  • perché possono contare su un numero limitato di lettori, in certi casi restio al passaggio elettronico.

 

 

Eppure è chiaro che la digitalizzazione di una rivista presenta indubbi vantaggi sia per gli editori che per gli utenti finali:

  • l’ottimizzazione delle attività di ricercae di archiviazione di annate, fascicoli, articoli
  • la riduzione della carta usata,
  • il risparmio sui costi di stampa, imbustamento, spedizione del materiale cartaceo
  • la trasmissione veloce dei documenti, in maniera sicura e riservata
  • l’utilizzo del portale web come vetrina virtuale per la rivista e in generale come veicolo di comunicazione con i propri lettori

Ecco dunque qui proposte le tappe (in tre articoli) che ci porteranno alla scoperta degli “arcani” segreti informatici che permettono la magia della dematerializzazione (dalla tangibilità della carta alla sua versione eterea e delocalizzata in formato elettronico).

Tutto inizia con lo scanning (o scansione, scannerizzazione che dir si voglia) dell’archivio storico cartaceo, cioè il passaggio fisico dalla carta tangibile (fatta di libri rilegati, pagine sciolte, cartelle o quanto altro), attraverso un adeguato lettore ottico, in modo da ottenere una memorizzazione dell’informazione su un archivio computerizzato, digitale.

Poi si parla di indicizzazione di tale materiale, ossia la scelta di una logica di lavoro ed una strutturazione informatica del materiale, arrivando alla produzione di un indice che consenta il reperimento e la ricerca dell’informazione teologica.

Infine si deve passare alla pubblicazione del sito online per diffondere l’informazione tramite gli strumenti che il web mette a disposizione a costi praticamente irrisori.

È già disponibile per la lettura il primo articolo il miracolo della scansione , mentre gli altri due verranno pubblicati nel giro di alcune settimane.

Marco Staffolani 
Amministratore Web
www.lasapienzadellacroce.mapraes.org

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